Ieri parlando con una persona mi sono ritrovato a paragonare Scientology alla Musica.

La musica, quella con la M maiuscola, è in grado di trascendere dall’universo materiale e proiettare chi ne beneficia in reami spirituali che solo quel tipo di comunicazione è capace di ottenere.

Ma la Musica scritta su uno spartito, se non viene suonata, rimane solo un insieme di note su un foglio di carta.

C’è chi questo spartito lo ha preso in mano, lo ha guardato e non ha capito nulla.

Era un linguaggio diverso da quello utilizzato dal solito alfabeto che è sempre stato abituato a leggere.

Doveva apprendere un’altra lingua. E i vantaggi connessi al farlo non gli sono risultati chiari.

Altri hanno preso in mano lo spartito, hanno guardato il piano che avevano davanti e con un dito hanno iniziato ad interpretare quello che c’era scritto sullo spartito.

Quanto usciva dal pianoforte non era poi così piacevole e quindi hanno ritenuto che la “partitura” fosse scorretta, non desse alcuna emozione, di base non servisse a nulla e che era anche molto difficile ottenere qualcosa. Ci sarebbe voluto forse troppo tempo.

Qualcun altro si è impegnato un po’ e ha assaporato le melodie intarsiate nei primi accordi e nell’armonia di fondo che accompagnava l’opera.

Si è detto … “Interessante, piacevole…. ma lo spartito è lungo, molto lungo dovrei esercitarmi troppo!”

Ha abbandonato la sfida. Altri hanno preferito la Tecno….

Altri, pochi … con tenacia hanno dedicato il tempo necessario e la passione dovuta.

Da lì sono nati i Mozart, gli Chopin i Ludwig Van Beethoven.

E la loro musica ci fa capire che siamo molto di più di un corpo di carne.

Lo spartito è qui davanti ad ognuno di noi – noi siamo il piano da suonare.

La sinfonia ci farà assaporare l’infinito.

Buon ascolto.

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