Un po’ di cibo per la mente….

Buona lettura.

OVIDIO, poeta latino (43 a. C.-17 d. C )

«… La cosiddetta morte è solo il rivestirsi di una cosa vecchia in nuova forma e abito…

È lo spirito disincarnato vola qua e là… gettato da una dimora all’altra.
L’anima è sempre la stessa, solo la forma è perduta».

PLOTINO, filosofo neoplatonico (205-270 d. C.)

«Quando avviene l’uccisione di un personaggio in un dramma, l’attore cambia il suo trucco ed entra in una nuova parte.

Naturalmente l’attore non è stato veramente
ucciso; ma, se morire è solo cambiare corpo come l’attore cambia costume, o anche uscire dal corpo
come l’attore esce dalla scena quando non ha più nulla da dire o da fare, cosa c’è di tanto pauroso in questa
trasformazione degli esseri viventi l’uno nell’altro?

Le uccisioni, la morte… tutto deve apparirci come lo spettacolo del cambiamento delle scene a teatro… [Sul
palcoscenico] ogni uomo ha il suo posto, un posto che si conviene al giusto come al malvagio:…là parla
e agisce, nella bestemmia e nel delitto come in ogni forma di bontà; perché gli attori portano in questa commedia quello che erano prima che la commedia fosse messa in scena…».

GIORDANO BRUNO, filosofo, poeta e commediografo italiano (1548-1600)

«Io ho ritenuto e ritengo che le anime siano immortali…

I Cattolici insegnano che non passano
da un corpo in un altro, ma vanno in Paradiso, nel Purgatorio o nell’Inferno.

Ma io ho ragionato profondamente e, parlando da filosofo, poiché l’anima non si trova senza corpo e
tuttavia non è corpo, può essere in un corpo o in un altro, o passare da un corpo all’altro.
Questo, se anche può non esser vero, è almeno verosimile, secondo l’opinione di Pitagora…».

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