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A conferma di quanto scritto nel post precedente desideriamo riportarvi quanto scrive Steven Hassan nel suo libro:

Releasing the Bonds

Empowering People to Think for Themselves

(Liberarsi dalle Catene: Dare alle Persone il Potere di Pensare Per Loro Stessi).

Riteniamo che dopo averlo letto ogni “dubbio” svanira’.

Quindi SETTA????

Sembra proprio di si!

Claudio & Renata

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Controllo Mentale – Il Modello BITE

© 2000 by Steven Hassan; pubblicato da Freedom of Mind Press, Somerville MA

Il controllo mentale distruttivo può essere compreso analizzando quattro componenti di base, che formano l’acronimo BITE:

I. Behavior Control – Controllo del Comportamento
II. Information Control – Controllo della Informazione
III. Thought Control – Controllo del Pensiero
IV. Emotional Control – Controllo dell’Emozione

E’ importante comprendere che il controllo distruttivo della mente può essere determinato quando l’effetto globale di questi quattro componenti promuovono la dipendenza e l’obbedienza ad un qualche leader o ad una causa.

Non è necessario che ogni singolo soggetto della lista sia presente. Membri appartenenti ad un culto soggetti ad un controllo mentale possono vivere in un loro appartamento, avere un classico impiego dalle 9 alle 5, essere sposati ed avere bambini, ma non di meno essere incapaci di pensare per loro stessi ed agire in maniera indipendente.

I. Controllo del Comportamento (Behavior Control – sigla B)

1. Regolamentare la realtà fisica della persona.

a. Dove, come e con chi il membro possa vivere od associarsi.
b. Quali vestiti, colori, stile di pettinatura la persona debba indossare.
c. Che cibo la persona possa magiare, bere, adottare o rifiutare.
d. Quante ore di sonno è in grado di avere la persona.
e. Dipendenza Finanziaria.
f.  Pochissimo o nessun tempo libero a disposizione per l’intrattenimento, o le vacanze.

2. Un grande periodo di tempo richiesto per l’indottrinamento ed i rituali di gruppo

3.  Necessità di chiedere il permesso per decisioni importanti.

4. Necessità di fare rapporto sui pensieri, i sentimenti e le attività svolte ai propri superiori.

5. Premi e punizioni (tecniche per la modifica del comportamento – positivo e negativo)

6. L’individualismo vien scoraggiato; prevale il pensiero di gruppo.

7. Regole e regolamenti rigidi

8. Necessità ad obbedire e ad essere dipendenti.

II. Controllo dell’Informazione (Information Control – sigla I)

1. Uso dell’inganno

a. Deliberatamente non dare informazioni
b. Distorcere le informazioni in modo da renderle accettabili
c. Mentire spudoratamente

2. Mantenere al minimo e scoraggiare l’accesso a sorgenti di informazione che non siano del culto tipo:

a. Libri, articoli, giornali, riviste, TV, radio
b. Informazioni critiche
c. Ex membri
d. Fare in modo che i membri siano così indaffarati da non aver nemmeno il tempo di pensare.

3. Compartimentazione dell’Informazione; Quella Esterna vs. Le Dottrine Interne

a. L’informazione non è facilmente accessibile
b. L’informazione varia a seconda dei diversi livelli e missioni all’interno della piramide gerarchica
c. La Leadership decide  chi “ha bisogno di sapere” cosa

4. Viene incoraggiato lo spiare gli altri membri

a. Sistema di accoppiare con dei “compari”al fine di  monitorare e controllare
b. Fare rapporto in relazione a pensieri devianti, sentimenti, ed azioni alla leadership.

5. Uso esteso di informazioni e propaganda generati all’interno del culto

a. Lettere Informative, riviste, Giornali, nastri audio, video cassette, etc.
b. Affermazioni errate, affermazioni che vengono prese fuori dal contesto da sorgenti che non appartengono al culto.

6. Uso non etico della confessione

a. Le informazioni che riguardano i “peccati” vengono usate per abolire i confini delle identità personali.u
b. I “peccati” del passato vengono usati per manipolare e controllare; non esiste il perdono o l’assoluzione

III. Controllo del Pensiero (Thought Control – sigla T)

1. Necessità di far proprie le dottrine del gruppo come “Verità”

a. Quanto è affermato = Realtà
c. Buono contro  cattivo
d. Noi contro Loro (l’interno contro l’esterno)

2. Adottare un linguaggio “caricato”  (n.d.t. caricato come “loaded” significa caricare un programma al computer) (caratterizzato da clichès che “fermano la capacità di pensiero”). Le parole sono degli strumenti che noi usiamo per pensare. Queste parole “speciali” che vengono usate restringono la comprensione al posto di espanderla. Queste funzionano riducendo la complessità di sperimentare di persona una determinata cosa sostituendola con “parole” trite e  banali .

3. Solo pensieri “positivi” od “appropriati” vengono incoraggiati.

4. Le tecniche per Fermare-la-Capacità-di-Pensiero (spegnendo “la verifica con la realtà”  attraverso il fermare i pensieri “negativi” e concedendo solamente i pensieri “positivi”);rifiuto dell’analisi razionale, del pensiero critico, del critica costruttiva.

a. Negazione, Razionalizzazione, Giustificazione, Utopie
b. Cantilene
c. Meditazioni
d. Pregare
e. Parlare “meccanicamente”
f. Canticchiare or ruminare

5. Nessuna domanda critica riguardante il leader, la sua dottrina, o la policy è legittimata.

6. Nessun credo alternativo è visto come legittimo, buono, od utile

IV. Controllo Emozionale (Emotional Control – sigla E)

1. Manipolare e restringere la sfera personale dei sentimenti.

2. Far sentire alla persona che se mai ci fossero dei problemi è sempre e comunque per colpa loro, mai del leader o del gruppo.

3. Uso eccessivo della colpa

a. Senso di colpa relativo all’identità di:

1. Chi Tu sei(non stai vivendo per quello che sono i tuoi veri potenziali)
2. Della tua Famiglia
3. Del tuo Passato
4. Delle tue Amicizie
5. Dei tuoi Pensieri, sentimenti ed Azioni

b. Senso di colpa sociale
c. Senso di colpa storico

4. Uso eccessivo della Paura

a. Paura di pensare in maniera indipendente
b. Paura del modo esterno
c. Paura dei nemici
d. Paura di perdere la propria salvezza
e. Paura di lasciare il gruppo o di essere allontanato dal gruppoF
f. Paura di essere disapprovati

5. Estremi emozionali fatti di alti e di bassi

6. Rituali e spesso confessioni pubbliche dei propri peccati.

7. Fobie che vengono indottrinate: programmare delle paure irrazionali relative all’abbandonare il gruppo o persino a mettere in discussione l’autorità del leader. La persona sottoposta al controllo mentale non riesce a visualizzare un futuro positivo ed appagante che non sia all’interno del gruppo.

a. Nessuna felicità o appagamento a”al di fuori” del gruppo
b. Vi saranno delle terribili conseguenze se lascierai il gruppo:”inferno”; “possessioni demoniache”; “mali incurabili”;”incidenti”; “suicidi”;”pazzia”; “ti reincarnerai per 10.000 volte”; etc.

c. Evitato perchè te ne sei andato. Paura di essere rifiutato dagli amici, i tuoi pari e la famiglia.

d. Non esiste mai una ragione legittima per andarsene. Dal punto di vista del gruppo, le persone che se ne vanno sono:”deboli”; “indisciplinate”; “non sono spirituali”; “pensano ai beni materiali”; ”i consulenti della la tua famiglia ti farà il lavaggio del cervello”; verrai sedotto dai soldi dal sesso e dal rock & roll

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