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Pitagora, dettaglio della Scuola d’Atene (1511) di Raffaello Sanzio

Nell’HCO BULLETIN del 12 Luglio 1980R LE BASI DELL’ETICA  nel paragrafo intitolato STORIA, Ron accenna al ruolo avuto dai discepoli di Pitagora nel cercare di stabilire cosa fosse l’etica, ecco un estratto:
STORIA
….
In Grecia, i primi discepoli di Pitagora (filosofo greco del VI secolo a.C.) cercarono di
applicare le loro teorie matematiche al comportamento umano e all’etica.

Pitagora, nato a Samo di Calabria tra il 580 a.c. e morto a Metaponto nel 495 a.c. circa, fu un filosofo greco antico, ma anche un matematico, taumaturgo, astronomo, scienziato, politico e fondatore a Crotone di una delle più importanti scuole di pensiero dell’umanità, che prese da lui stesso il suo nome: la Scuola pitagorica.

Le sue dottrine sembrano aver dato inizio all’amore per la conoscenza e cioe’ alla FILOSOFIA.

La metempsicosi

Pitagora in linea con la dottrina dell’orfismo, crede nella natura divina dell’uomo, il quale alberga in sé una parte mortale, umana, ed una parte immortale e divina.

Nell’Orfismo si fa per la prima volta il riferimento alla psyche’ (anima) di natura divina e contrapposta al soma (corpo).

Pitagora crede quindi nella trasmigrazione delle anime che, per una colpa originaria, erano costrette ad incarnarsi in corpi umani o bestiali sino alla finale purificazione.

Ma la novita’ e’ che secondo Pitagora e’ la conoscenza lo strumento di purificazione.

L’ignoranza è ritenuta una colpa da cui ci si libera con il sapere.

Possiamo quindi vedere dove alcune delle concezioni fondamentali di Scientology affondino le loro radici, cioe’ in  teorie filosofiche antiche, che giganti come Pitagora hanno osservato e lasciato a tutti noi in eredita’.

Finiro’ questo articolo con quello che Bertrand Russel scrive su Pitagora:

Non so di nessun altro uomo che abbia avuto altrettanta influenza nella sfera del pensiero.

Ciò che appare come il platonismo, si trova già, analizzandolo, nell’essenza del pitagorismo.

L’intera concezione di un mondo eterno rivelato all’intelletto, ma non ai sensi, deriva da lui.

Se non fosse per lui, i Cristiani non avrebbero pensato a Cristo come al Verbo; se non fosse per lui i teologi non avrebbero cercato prove logiche di Dio e dell’immortalità.

Ma in lui tutto ciò è ancora implicito.

E per chi volesse approfondire l’argomento consiglio questa video conferenza
di Domenico Rosaci: