Tratto dalla rivista Ability Major 4 [1955, circa all’inizio di luglio] La Rivista di DIANETICS e SCIENTOLOGY da Washington D. C. – FILO DIRETTOUN MANUALE OPERATIVO:

A causa del fatto che una cosa persiste solamente se è posseduta erroneamente, se una persona stessa l’ha creata e dice che qualche altro l’ha creata o se una persona sta dicendo che lui ha creato qualcosa che invece qualcun altro ha creato, otterremo una persistenza dello spazio o della massa. Se una persona ha creato la condizione e dopo dice che lei stessa ha creato la condizione, quella condizione svanirà. Se qualcun altro, una specifica persona, ha creato la condizione e il prechiaro dice che la persona ha creato la condizione, allora di nuovo otterremo che la cosa svanisce. Solamente quando noi attribuiamo erroneamente il possesso o attribuiamo erroneamente la creazione di una condizione, abbiamo una persistenza. Quindi possiamo vedere che il Filo Diretto dei primi tempi dipendeva in grande misura sull’attribuire il corretto possesso; e il rievocare il corretto possesso ricordandosi di aver osservato la condizione in qualcun altro, sarebbe stato sufficiente a determinare il diminuire di quella condizione. Quindi, per ripetere, il Filo Diretto non funzionava su condizioni che la persona aveva lui stesso creato, a meno che il comando di auditing fosse stato:“Ricorda un momento in cui tu hai visto questo in qualcun altro”e questo doveva avere come aggiunta: “Ricorda una volta in cui tu hai deciso che quella era una cosa positiva”. 

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ARC Filo Diretto