Chi poteva minimamente immaginare che ad una madre, il cui figlio è stato costretto a disconnettere da lei, non le sarebbe stato concesso di vedere il corpo di suo figlio neppure dopo essere morto, nè andare al suo funerale. Non è stata neanche avvisata del decesso, lo ha saputo per caso.

Io, pur sapendo molto bene per esperienza personale fino a dove può spingersi la “Chiesa” di Scientology e cosa è capace di fare senza nessun ritegno (vedi l’incredibilità della storia di Paulette Cooper,) sono rimasta così addolorata e allibita per la tristissima storia di Karen che, esattamente in quel momento, ho deciso insieme a mio marito Claudio di accettare di rilasciare interviste sui media che non avevamo mai prima preso in considerazione perchè ci siamo assunti la responsabilità di far conoscere questa storia senza eguali al vasto pubblico, per fare in modo che altri stessero lontano da questa perversa, sadica, vischiosa setta dalla quale poi è difficile uscirne.

Lo abbiamo deciso perchè ci sembrava doveroso informare l’opinione pubblica sulla quantità di abusi terribili che sono successi dentro la “Chiesa” di Scientology a livello internazionale, di cui la “Chiesa” di Scientology in Italia non ne è esente. Informare specialmente quanto stesse lavorando contro la sacralità della famiglia pur di mettere in atto i suoi scopi tipici di una Setta, scopi rivolti al controllo, alla sottomissione ed alla totale ubbidienza a David Miscavige, capo supremo che siede in cima alla piramide.

Decisione questa presa malgrado sapevamo delle ripercussioni vendicative e malvagie che i servizi segreti di Scientology avrebbero messo in atto contro di noi, tattiche diventate ormai fin troppo popolari. Per ciò che mi riguarda, ritengo che niente può fermare una madre ferita dalla brutale pratica della Disconnessione del proprio figlio.

La storia di Alexander Jentzsch è una delle più tristi di Scientology soprattutto perchè la morte prematura di questo ragazzo di appena 27 anni, poteva sicuramente essere evitata se gli operatori della Setta non fossero stati negligenti e volutamente non curanti come ci racconta Karen.

E così Karen ha organizzato il modo per dare a suo figlio Alexander l’ultimo addio; ha preso in affitto una barca, ha invitato degli intimi amici tra cui mio figlio Tiziano, e tutti insieme hanno dato il loro “ciao” ad Alexander il quale “pur avendo in vita un padre e una madre”, dice Karen, “ha vissuto da orfano”.

Il funerale che questa coraggiosa madre ha fatto anche con l’assenza del corpo del figlio
Questo e molto altro al funerale per onorare il giovane Alexander……

La nostra totale solidarietà va a questa nobile madre e cara amica, Karen de la Carriere per il coraggio che ha avuto nel sopportare la quantità di dolore derivante dalla malvagità e sadismo che il leader della “Chiesa” di Scientology David Miscavige, è stato capace di buttarle addosso, distruggendo completamente la sua famiglia.

Lei stessa ha poi raccontato nella sua totalità in diverse interviste internazionali i dettagli della brutale storia della sua famiglia durante gli anni in Scientology. La morte di Alexander ha fatto così il giro del mondo, ho scelto un articolo scritto sulla rivista di maggior tiratura in Germania:

DER SPIEGEL

Alexander Jentzsch è morto all’età di 27 anni, il suo è un cognome che in Scientology è conosciuto in tutto il mondo:

Il Padre è il portavoce internazionale dell’organizzazione, la madre è una famosa ex membro.

Alexander, che faceva parte della setta, è deceduto e le circostanze della sua morte sono sconcertanti.

Karen de la Carriere, non realizzò immediatamente quello che il messaggio significava.

Casualmente ha letto quello che qualcuno aveva scritto su Facebook. “Hai sentito che Alessandro Jentzsch è morto?”

De La Carriere pensò sul momento che ci fosse stata una confusione di nomi. E che si rifessero al suo ex-marito di 75 anni Heber Jentzsch. Ma Alexander era veramente deceduto. Suo figlio.

Aveva 27 anni, è morto all’inizio di luglio. Morendo è diventato solamente un numero: 2012-04365. Il numero che viene utilizzato dalle autorità di Los Angeles. Non c’erano segni di violenza esterna, non vi è alcuna indicazione di un suicidio, afferma il medico legale. Ulteriori analisi cercheranno ora di far luce sulla causa della morte.

Il nome Jentzsch per chi conosce Scientology è riconosciuto in tutto il mondo.

Dal 1982, il padre di Alessandro, Heber Jentzsch, è diventato il portavoce internazionale per l’organizzazione, fino agli anni Novanta egli era il volto di Scientology in pubblico. Sua madre è stata addestrata personalmente e scelta dal fondatore di Scientology, L. Ron Hubbard.

“Lui mi pregò di firmare”

Scientology sostiene che la ragione della morte di Alessandro è già ben nota. In una circolare e-mail spedita dal suo padrino, uno scientologist veterano, Alessandro morì a causa di una reazione a farmaci da banco. Lui li prese, perché soffriva a causa di un incidente che gli stava causando forti da mal di schiena. Un annuncio insolito: In Scientology l’utilizzo di farmaci viene di solito disapprovato.

Alexander Jentzsch era un bel ragazzo con gli occhi scuri, agli eventi alla moda di Scientology, è stato visto a fianco di celebrità di Scientology come John Travolta e Chick Corea.

Ma la sua vita era tutt’altro che magica. Il disfacimento di quella piccola famiglia comincia quando Alexander aveva tre anni. Karen non è più nelle grazie dell’allora leader di Scientology, David Miscavige, a causa di una dichiarazione da lei fatta su cui lui non era d’accordo. Lui ordina la separazione di Karen e Heber, che avviene nel 1988 con un divorzio ufficiale. Alexander va a vivere con la madre, il padre è disposto ad effettuare un pagamento di $ 280 per il mantenimento del figlio. “In realtà, non ha mai pagato nulla. Come poteva farlo con uno stipendio di dodici dollari alla settimana?” Dice Karen.

Anche se la custodia dovesse essere condivisa dai genitori, Alexander non vede suo padre quasi mai, perchè Heber rappresenta Scientology in tutto il mondo.

Con il passare del tempo dopo la separazione Alexander manda avanti la sua vita.

Ma a otto anni Alexander viene reclutato nella Sea Org, l’organizzazione d’elite di Scientology.

Il richiamo deve essere stato irresistibile per il ragazzo. “Gli hanno detto che sarebbe stato in grado di passare molto tempo con il padre”, ricorda Karen.

“Mi stava chiedendo se poteva firmare il contratto.” E Alexander sarebbe andato in un collegio di Scientology appena fuori Los Angeles.

“Tutte le informazioni sono controllate”

Tre anni più tardi, Alexander è a Clearwater, in Florida, al Fort Harrison Hotel, il quartier generale spirituale della setta. Scientologist provenienti da tutto il mondo vengono qui per seguire corsi costosissimi. Il ragazzo viene messo a pulire i bagni e pavimenti e lo fa per dodici ore al giorno, racconta la madre. Riceve una qualsiasi istruzione? Nessuna.

Poi è successo qualcosa che probabilmente Alexander dovrà pagare per il resto della sua vita e questa cosa viene però resa nota solo anni dopo.

Quando Alessandro ha dodici anni, una Scientologist di 40 anni va dove Alexander sta lavorando.

E lo costringe ad avere sesso con lei. Quando la cosa viene scoperta dalla organizzazione, la stessa agisce velocemente. Entro 24 ore, Alexander viene mandato sulla costa occidentale, al fine di evitare possibili ripercussioni da parte delle autorità della Florida.

Per molte ore Alexander viene sottoposto ad un interrogatorio, con lo scopo di inculcare in lui di non parlare mai con nessuno della cosa. De la Carriere scopre solamente 14 anni più tardi del maltrattamento e della aggressione subita da suo figlio. Persone allora presenti e che erano convolte nel cercare di affossare l’accaduto le hanno riferito quanto allora successe ad Alexander.

“Mi sono ricordata il momento in cui non riusciva a guardarmi negli occhi quando sono andata a prenderlo all’aeroporto”, dice Karen. “Non oso pensare a quello che gli hanno fatto.”

Il Dipartimento di Scientology che si occupa di questo genere di situazioni è: “Ufficio degli Affari Speciali” o OSA. La loro missione è quello di prevenire eventuali danni di Scientology. Ufficialmente, l’unità dice di occuparsi delle relazioni pubbliche e delle questioni legali ma in realtà è una sorta di agenzia interna di spionaggio e controspionaggio.

Mike Rinder è stato per anni a capo del gruppo.

Dal 2007, ha abbandonato la setta ed è uno dei migliori esperti in relazione a come opera quella organizzazione.

“In un caso come quello, OSA fa ogni sforzo per mantenere il segreto sulla vicenda. Tutte le informazioni vengono verificate e ogni Scientologist viene messo sotto pressione, in modo che non ne parli con nessuno.”

Deportato nel campo di prigionia

Mike Rinder conosce gli Jentzsch sin da quando Alessandro era piccolo, ha lavorato a stretto contatto con Heber Jentzch per anni. Egli è stato testimone quando Heber, allora Presidente della CSI (Church of Scientology International) è caduto in disgrazia.

“David Miscavige lo ha picchiato ed umiliato”, dice Rinder. “Non poteva sopportare che Heber fosse così popolare.

” Miscavige aveva dato sempre meno incarichi a Heber Jentzsch sino a che lo fece scomparire del tutto dalla scena. Venne spedito alla sede internazionale, due ore a Est di Los Angeles. “Lì, venne rinchiuso nel BUCO”, ha detto l’ex capo di OSA.

“IL BUCO”, è all’interno di due prefabbricati di piccole dimensioni, che sono stati trasformati in una colonia penale, e specificamente progettata per i dirigenti.

Heber Jentzsch ha vissuto lì dal 2006, secondo le descrizioni di Rinder in condizioni atroci.

Jentzsch non ha avuto nessuno contatto con il figlio. E Mike Rinder sa esattamente di che cosa sta parlando. Ha visto il presidente invecchiare lì, perchè anche lui ha dovuto scontare una pena detentiva nel buco.

Scientology nega quanto viene affermato da Rinder: Jentzsch vive e lavora nelle strutture della Chiesa. “A causa della sua età, appare molto raramente in pubblico”, un avvocato della chiesa, ha scritto in una nota a SPIEGEL ONLINE. Heber è “orgoglioso come lo siamo noi, di aver dedicato alla chiesa 50 anni di servizio continuo.”

“Scientology non deve rilasciare nessuna dichiarazione sulla famiglia Jentzsch e sulla morte di Alexander”, ha continuato nella sua dichiarazione.

Alexander è stato isolato nei suoi ultimi due anni di vita, non solo da suo padre, ma anche da sua madre.

La madre ha abbandonato la chiesa nel 2010 e da allora si è unita al movimento degli “scientologist indipendenti”. Quella comunità continua a credere negli insegnamenti di Hubbard e praticano i suoi metodi.

De la Carriere, essendo diventata troppo critica nei confronti dell’organizzazione, è stata dichiarata un nemico di Scientology. Da allora in poi, nessun Scientologist può essere in contatto con lei, nemmeno suo figlio. “Alexander mi ha chiamato e ha detto che non avrei dovuto chiamarlo più e non inviargli più nessuna e-mail.”

Separazione a morte:

Alexander Jentzsch e sua moglie Andrea lasciano la Sea Org nel 2010, ma restano in Scientology. Andrea è in attesa di un bambino, e i figli in quella organizzazione di elite sono indesiderati. La coppia sta cercando di ricostruirsi una vita in Texas, ma l’esperienza segna parecchie battute d’arresto. Andrea perde il bambino, Alexander sente una grave perdita. I due poco dopo si lasciano

“Poco prima della sua morte, ha cambiato la sua situazione sentimentale su Facebook”, ricorda sua madre.

Alexander torna nella West Coast, da solo e senza un soldo. Sua madre, ora una mercante d’arte di successo, lui potrebbe chiederle aiuto. Ma va a vivere con i genitori della ex moglie nella periferia a nord di Los Angeles.

Il 2 Luglio rimane a letto la mattina, secondo quanto affermano i suoceri alla polizia. Non si era sentito bene e aveva febbre alta.

La sera, era ancora a letto ma nessuno chiamò il medico. Solamente la mattina successiva fecero una telefonata di emergenza al pronto soccorso affermando:

Alexander è morto

Pochi giorni dopo alla madre in lutto qualcuno ha fatto avere una foto scattata due settimane prima della sua morte.

Alexander sorride nella fotografia. “Mi è sembrato che stesse bene”, dice Karen disperata. “Perché è dovuto morire così giovane?”

Ed Winter, portavoce della contea di Los Angeles ha detto, che dei farmaci sono stati trovati vicino al corpo. E: “. Abbiamo le prove che era morto prima che la chiamata di emergenza fosse fatta la mattina del 3 luglio”

L’inchiesta va avanti, e la morte di Alessandro rimane un mistero. Il 10 Luglio su una barca nel mare di Los Angeles, il cielo è azzurro e il mare è calmo. Fa caldo, il primo vero caldo dell’estate. Il termometro sale a quasi 40 gradi.

A bordo della barca c’è l’urna con le ceneri di Alessandro. Vengono sparse in mare, non viene tenuto un servizio funebre. Karen de la Carriere lo organizza una tre giorni dopo.

Non le fu permesso di seppellire il figlio.”Scientology è intervenuta nella cosa e la nostra separazione è stata forzata anche dopo la morte di Alessandro,” dice Karen. Anche un ultimo sguardo al corpo di Alexander è stato negato.

Il piccolo Alexander con suo padre, Heber Jentzsch, Portavoce della Chiesa di Scientology

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Ora quando penso a questa straziante storia, l’attenzione va subito a mio figlio Flavio il quale, avendo disconnesso da me perchè ho lasciato la chie$a di Scientology, non ho più sue notizie dal 2010. Oltre al dolore quindi per la sua assenza, non sapere come sta, come se la passa, sapere per certo che è costantemente soggetto all’oppressione, sapere per certo che è uno schiavo inconsapevole di esserlo, a questo si aggiunge la paura che se dovesse succedergli qualcosa, a me ed a suo padre non ci sarebbe concesso saperlo. Questo è quanto la storia di Alexander sprigiona su di me perchè sono tutte azioni contro natura, sono azioni sadiche, azioni atte a vendicarsi di noi perchè abbiamo commesso il crimine di lasciare la chie$a e quello più grande di denunciare le loro efferate violenze, dobbiamo essere puniti così come lo è stata la mia amica Karen. Ed allora non mi resta che promuovere queste atrocità affinchè le persone sappiano cosa succede dentro Scientology, di starne alla larga perchè è una setta tra le più pericolose, e fare questo è l’unica cosa che mi da un pò di sollievo.

A volte mi chiedo se l’avvocato di Scientology, Daria Pesce, sia al corrente degli efferati abusi, del sadismo del suo assistito David Miscavige&Co, come per esempio questo caso di Alexander Jentzsch che è stato completamente sotto le sadiche disposizioni del Caro Leader. Perchè anche se lei difende i suoi sudditi, schiavi italiani, è sempre e comunque LUI che sta difendendo e proteggendo. Non si può muovere neppure una sedia nelle organizzazioni di Scientology in Italia, come in qualunque altro stato nel mondo, senza il permesso del loro bullo narcisista, il Capo Assoluto. Neppure tutte le disposizioni che arrivano fino a lei avvocato, tramite i servizi segreti di Milano, compreso come deve agire con me e mio marito Claudio, vengono direttamente dai servizi segreti di Miscavige attraverso quelli italiani. Ed ora provi ad immaginarsi se la storia di Alexander fosse successo a suo figlio!

Renata Fruscella Lugli