All’Istituto Italiano di Tecnologie Applicate, così come si chiamava l’organizzazione di Scientology, un bel giorno di Ottobre del 1976 arrivò un giornalista interessato a scrive un articolo su “questo istituto” nella rivista “Grazia” dopo averne visto uno su “Vogue”.

Io l’avevo visto quel numero di Vogue perchè avendo fatto la modella comperavo spesso quella rivista di moda e mi ricordo che un giorno trovai tra la prime pagine una grande foto di due persone che si guardavano negli occhi con il titolo dell’articolo “Guardarsi negli occhi” e parlavano del corso di Comunicazione di L.Ron Hubbard. Io allora già frequentavo l’istituto essendo staff già da due anni avendo firmato il contrattino da un miliardo di anni e portai la rivista per mostrarla ai miei colleghi perchè sia l’articolo che la foto sono state fatte dentro la redazione di Vogue e noi non ne sapevamo niente.

Tornando al nostro giornalista, ebbe l’autorizzazione a fare l’articolo ed intervistare noi staff, ma capimmo subito che aveva già pronto il titolo dell’articolo che non era ciò che noi effettivamente promuovevamo attraverso il corso di Comunicazione, ma a lui piaceva così, l’articolo si sarebbe chiamato “La Scuola dei Timidi”; per noi era molto riduttivo!

Così come ha cambiato altre cosucce qua e là con l’intenzione secondo lui di abbellire l’articolo e di renderlo più appetibile, ma nel complesso è stato un articolo positivo e abbastanza veritiero se non altro sui risultati che ognuno di noi aveva avuto. Il mio personaggio per esempio l’ha cambiato, a lui è piaciuto di più scrivere che facevo l’attrice piuttosto che la modella, anche se avevo participato a diversi film come figurazione speciale che è diverso dal fare l’attrice, poi che avessi rinunciato ad una parte importante è stata una pura invenzione.

Per ciò che riguardava mio marito Claudio Lugli, con cui ero già sposata al tempo dell’intervista, anche con lui ha calcato la mano mettendoci qualche droga in più che non aveva mai preso, per non parlare poi della depressione in quanto Claudio era tutt’altro che depresso, era allegro, ironico, attivo oltre che molto responsabile.

Il corso poi di Comunicazione costava 80.000 lire e non 40.000.

Per ciò che riguarda i personali risultati il giornalista è stato veritiero, per esempio esclusi tre staff e me, gli altri avevano tutti fatto uso di droga e ne erano usciti solo col corso di comunicazione secondo lui (il  Purification Rundown non era ancora stato sviluppato); ma c’è da fare una precisazione che al giornalista non piaceva, quei ragazzi avevano smesso di usare droghe un anno prima di iniziare la frequentazione di Scientology (parola che era assolutamente proibita usare), altrimenti non sarebbero neppure stati accolti all”istituto”.

Mi ricordo che il “sedersi uno di fronte all’altro”, chiamiamolo pure semplicemente così, o come scriveva Vogue il “guardarsi negli occhi”, lo facevamo tutte le mattine prima di iniziare a lavorare per circa mezz’ora o poco più, penso che avremmo fatto centinaia di ore all’anno e qualche volta anche degli altri esercizi durante il giorno, soprattutto per allenare gli studenti quando occorreva, esercizi che avevano come scopo di aumentare le qualità della comunicazione ed a fronteggiare meglio la vita.

Eravamo ancora agli inizi e l’unità delle traduzioni stava lavorando incessantemente per fornirci nuovi corsi traducendoli dall’inglese in italiano, in quanto tutti gli scritti originali di L.R.Hubbard sono in inglese.

Erano quelli dei bei tempi ed eravamo molto entusiasti sia dei risultati che dei sogni per il futuro e siamo andati avanti così con una grossa escalation di espansione fino al 1982 quando tutto cominciò a cambiare in peggio, ma questa è un’altra storia!

Articoli belli come questo non li abbiamo più visti, ma in fondo gli articoli non hanno fatto altro che rispecchiare in linea di massima i differenti momenti che Scientology ha attraversato.

Rimane l’ultima notizia: dopo la pubblicazione dell’articolo sulla rivista “Grazia”, il telefono dell’Istituto ha squillato incessantemente e ricevemmo fiumi di telefonate da tutte le parti d’italia per circa un mese, molte persone ci chiedevano informazione sul corso, la loro attenzione andava sulla timidezza e volevano sapere se vi fossero delle succursali in altre parti d’Italia più raggiungibili; alcuni sono arrivati fino a Milano pur di fare “il corso per timidi”!!!

In ordine di impaginazione riporto qui sotto l’intero articolo a partire dalla sua copertina. Le rispettive pagine le ho fotografate col cellulare perchè la rivista è troppo grande per poter essere scannerizzata.

Renata Fruscella Lugli

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