APOLLO – NAVE AMMIRAGLIA DELLA FLOTTA DELLA SEA ORG

La “Shore Story” è la “storiella” che i membri della Sea Org dovevano raccontare quando sbarcavano ovvero andavano “ashore” – a terra – in un porto dove attraccava l’Apollo. Ovviamente erano balle sonore del tipo “siamo un’azienda che addestra manager che vengono da tutto il mondo” oppure “stiamo effettuando una spedizione archeologica per conto di ….” ecc. ecc. – Il motivo era che CIA, FBI e quant’altro avevano sparso notizie non del tutto positive su Hubbard e la Sea Org, inclusa la “Apollo”, la nave ammiraglia e quindi non erano proprio ben visti….

Ora sono partito spiegando questo modus operandi ….. che si proponeva di fornire “verità accettabili” a chi richiedeva informazioni su Scientology per agganciarmi al post fatto da Renata sulla “Scuola dei Timidi”, un post che definirei storico, in quanto sono rare le testimonianze di quel lontano periodo.

Questo per chiarire che il 90% dell’articolo è stato scritto proprio in base a quelle “shore stories” che i vari membri dello staff hanno propinato al giornalista, giornalista che ha poi condito a suo piacere per rendere il racconto interessante.

La situazione nell’IITA ovvero Istituto Italiano di Tecnologie Applicate era ben diversa da quella raccontata …. Ma quali timidi???? Innanzitutto gli intervistati o erano staff o membri della Sea Org, addestrati a raccontare Shore Stories non senz’altro la “verità”. La verità era che l’IITA era il nome dato alla base della Sea Org dopo che una “missione” venne mandata dalla Apollo in Italia per stabilire Scientology. La missione era parte di un progetto globale di espansione di Scientology che stava avvenendo verso la metà degli anni 70. Certamente vista la presenza del Vaticano e l’osservanza cattolica della stragrande maggioranza degli italiani, chiamare “chiesa” quella sede non avrebbe fornito risultati positivi per la espansione e disseminazione anzi. E quindi, sempre in tema con le shore stories, diventa Istituto …. sì e vero, viene menzionato Hubbard e Dianetics ma non si va oltre ….. la si chiama “scienza della salute mentale” ecc.

Voglio poi mettere l’accento sulla composizione del “team” visto che leggendo l’articolo su Gioia si pone l’accento sul passato di “drogati” sia mio che di Pierangelo Polara.

Certo, io non nego affatto di aver usato sostanze stupefacenti ma con tutt’altro scopo che quello del mero “sballo” o di aver avuto una qualche sorta di dipendenza. La cosa da sottolineare è che Scientology, in quel periodo storico, si rivolgeva sopratutto alla così detta generazione hippie, attratta dai contenuti spirituali e di rinnovamento proposti non solo da Scientology in quel periodo ma da una miriade di correnti New Age. Per quanto riguarda l’Italia poi voglio mettere l’accento sul fatto che Scientology è “sbarcata” qui grazie all’interesse nato in un gruppo di hippie bresciani. Avevano notato un ringraziamento ad Hubbard fatto dagli Incredible String Band, una band acustica scozzese.

Gli Incredible avevano ispirato musicalmente questo gruppo bresciano che era formato sopratutto da musicisti, Giampaolo Tirale (RIP) detto Trino con il suo sitar, la moglie Rossella Cominelli con la sua chitarra acustica e cantante, Marco Damiani (RIP), detto il Gorilla, anche lui si dilettava con l’acustica, Alberto Ferrero detto l’Orso al contrabbasso, Romano Romanini (RIP) musicista di spicco bresciano anni 60/70 che fece parte di gruppi storici come i Dalton e la Premiata Forneria Marconi, quella originale, il grande Mauro Pagani chiamato l’Orbo e molti altri. Vivevano assieme in una “comune” sulle colline di Serle. Da lì partirono quindi i primi pellegrinaggi da parte di alcuni di loro verso le Organizzazioni di Scientology in Europa, come per esempio Copenaghen. E da lì abbiamo cominciato a farci conoscere tanto che poi nel Settembre del 1973 una nutrita squadra di “missionari” della Sea Org, tra cui Owen Starkey, organizzarono un evento – reclutamento nell’allora cinema Aquiletta in Corso Magenta a Brescia.

L’evento al quale io partecipai ebbe come risultato che parecchi di quegli hippies bresciani partirono alla volta di Copenaghen per unirsi alla Sea Org. Altri rimasero a Brescia e venne aperta una piccola classe, se non ricordo male in un appartamento di un famoso pittore bresciano. In quell’appartamento, dove anche io mi recavo in quel periodo, si facevano i primi corsi con TRs (esercizi di comunicazione) misti a fumate d’hashis o mariuana. Certo eravamo molto lontani dagli standard di “Mantenere Scientology in Funzione” che ai tempi, vista la poca conoscenza della lingua inglese, era stata tradotta in “Mantenere Scientology Lavorabile” e quindi uno la “lavorava” come riteneva fosse giusto……

Tornando all’articolo di Grazia, le persone che al tempo si unirono a Scientology che erano nella maggior parte hippie, lo fecero perchè erano alla ricerca di un proprio miglioramento spirituale, alla ricerca di una risposta a quelle domande esistenziali che ognuno di noi probabilmente si è posto prima o poi. Il miglioramento spirituale e le domande esistenziali poi è ciò che è stato trainante verso il magico incontro con mia moglie Renata, che viene presentata nell’articolo come “attrice di rilievo”. Per quanto mi riguarda ebbi il primo approccio all’IITA nel ’74, andai per fare il corso di comunicazione seguendo proprio il “consiglio” di uno di quegli ex hippie Alberto Ferrero, già staff dell’IITA, che era venuto a Brescia in missione per iscrivere persone e portare a casa la “pagnotta”. Mi iscrissi insieme ad altri 3 bresciani ed in treno andavamo a Milano in Via Cavallotti al 13 e facevamo i nostri esercizi di comunicazione.

Ovviamente in treno ci scappava lo spinello, cosa del tutto normale per quel periodo. Un giorno, appena arrivato all’Istituto, mi chiama Trino che si occupava dell’etica e mi chiese se avessi fatto uso di droga, io candidamente risposi di sì e lui altrettanto candidamente mi sospese per sei mesi. La sospensione mi mandò in bestia e mi allontanai da quella gabbia di matti, loro e i loro esercizi assurdi dove mi toccava chiedere per ore se “i pesci nuotano” o “gli ucceli volano?” e ripresi la mia vita on the road, assieme a quel Pierangelo Polara, detto Pippo, che viene intervistato nell’articolo dei “timidi” …. ma quale timido??? Uno sciupa femmine come lui non può essere timido….. La mia vita on the road era sempre segnata da una ricerca di risposte spirituali, ero accompagnato dal mio inseparbile Oracolo Cinese ICHING, vivevo come il “MATTO” dei tarocchi , fuori da ogni gioco ma mi addolorava la condizione umana, mi addolorava vedere il mio prossimo confuso, schiavo ed immemore del suo passato.

Cercavo quindi una “strada” per risvegliare gli animi, e avevo deciso assieme a Pippo di partire per il Messico e non perchè, come scritto nell’articolo, regalavano mariuana, ma per andare a cercare i Brujo, trovare un Don Juan ed i suoi insegnamenti così come descritti da Carlos Casteneda.  Ma in una notte ricordo che per me ci fu la svolta. lrh_bio_it_ITQuella notte dormivo a casa di mia sorella e mio cognato Romano che stavano proseguendo con gli studi in Scientology, nella stanza in cui dormivo c’era una fotografia di Hubbard, e pensai che se lui aveva già dedicato una vita alla ricerca della via d’uscita e se quella ricerca avesse risvegliato gli animi allora sarebbe stato inutile andare in Messico. Incalzava un forte
temporale, lampi, tuoni, mi rivolsi all’oracolo e chiesi se era la strada corretta entrare in Scientology. Lanciai le tre monete, 6 lanci come sempre, stabilii l’esagramma, l’oracolo fornì la sentenza:

Sentenza:

Grande Potenza.
Propizia determinazione
(invero se ciò che è grande è anche corretto.
Essere corretto e grande significa che
si può osservare la reale natura del cielo e della terra).

Immagine:

Il Tuono ☳ sta alto nel Cielo ☰:
l’immagine della Grande Potenza,
così il nobile non Procede in nessun modo senza regole.

Quindi chiamai Pippo, e gli dissi che andare in Messico non era la soluzione ma che dovevamo andare in Scientology ….. Pippo non conosceva nulla di Scientology ma si fidava di me e decise di seguirmi nell’avventura. Scaricammo treni per una settimana alla “piccola” in Via Dalmazia e con quello che avevamo raccolto dopo esserci tagliati i capelli andammo a Milano

pippo 1b

 

Lì ci accolse Trino e gli dissi che volevamo entrare nello staff. Firmammo un contratto per un miliardo di anni e poi ci diede una scopa per uno e ci disse di scopare i locali. Io pensai che ero arrivato nel posto giusto.

Unirmi allo staff di Scientology fu per me una scelta completamente dettata dalla mia ricerca spirituale, io mi sentivo molto bene spiritualmente, e da tempo oramai non facevo uso di sostanze stupefacenti, avevo capito che non erano lo strumento ma un mezzo che poteva fornire la chiave per aprire porte della percezione come scriveva Huxley, ma se quelle porte erano fermamente saldate non sarebbero servite a nulla, anzi, e così l’oracolo mi aveva indirizzato dove avrei appreso i segreti intimi dell’uomo, ma questa è un’altra storia.

 


 

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