Il nemico deve essere minacciato, diffamato, molestato, intimidito, con tutti i mezzi possibili ed immaginabili con lo scopo di farlo indietreggiare ed azzittire; da qui infatti il termine Fair Game che significa “Bersaglio Libero” in quanto a qualunque scientologo viene data la concessione di colpire il bersaglio senza pietà e senza scrupoli in qualsiasi modo e con qualsiasi azione, senza essere disciplinato per questo internamente, il bersaglio quindi può essere imbrogliato o raggirato, querelato, gli si può mentire e lo si può distruggere.

Lascio immaginare cosa possano essere queste “in qualsiasi modo e con qualsiasi azione”.

Il Fair Game è ciò che fa di Scientology una delle sette più pericolose per l’efferata vendetta di cui è capace di architettare senza scrupoli nei confronti di chi viene percepito come nemico e questi tipi di azioni hanno fatto guadagnare a Scientology la nomina di setta dalle modalità mafiose/terroristiche!

Possediamo un’intera letteratura di come il Fair Game di Scientology sia stato applicato sui nemici nei modi più crudeli ed efferati possibili, c’è ad esempio Paulette Cooper che ne porta lo stendardo ancora adesso, tanto per farne qui un esempio pratico.

Io e mio marito Claudio siamo tra questi, a partire dal primo istante in cui abbiamo lasciato la “Chiesa” ad avere ricevuto tutto e di più è oggetto di questo post, quindi so di cosa sto parlando.

Ci sono delle direttive ben precise che indicano come comportarsi con chi critica Scientology senza tener conto delle motivazioni che hanno spinto la persona a criticare Scientology o il suo operato, la Direttiva in questione è del 7 Marzo 1965, “Atti Soppressivi, Soppressioni di Scientology e degli Scientologist, La Legge del Bersaglio Libero”.

Poi i servizi segreti di Scientology usano tanti altri metodi, agenzie investigative, a volte fatte assumere dai loro stessi avvocati, investigatori privati per seguire il bersaglio facendosi accorgere allo scopo di intimidirlo ed infastidirlo per farlo indietreggiare, filmarlo persino quando si reca al supermercato (personalmente so di cosa parlo), inserire i GPS nella sua macchina; poi usano gli “OSA Boys”, scientologist che non sono staff ma aiutano l’Ufficio degli Affari Speciali. Questo per fare in modo che Scientology non figuri MAI!!!

A questo link c’è molto di più da sapere sulle agghiaccianti e specifiche pratiche usate del Fair Game .

A volte mi chiedo fino a che punto l’avvocato di Scientology, Daria Pesce, sia al corrente degli atroci abusi del suo assistito David Miscavige&Co, di cui ne è colmo il web con le loro inconfutabili evidenze e soprattutto di questo “Bersaglio Libero”, che altro non è come ci è stato riferito dal nostro avvocato, che un feroce illegale stalking; poi mi rispondo e dico “certo come può non conoscere questo ed altro”, visto che è lei ad indicare ai servizi segreti quale sia il limite di demarcazione dell’illegalità della loro losca condotta!

Gli stessi avvocati vengono poi usati, adesso che c’è stato l’avvento dei social come Facebook, per trovare “ragioni” per far bannare i dissidenti da FB, anche questo è “Fair Game”, come hanno tentato di fare con me e mio marito Claudio, nella persona presumibilmente dell’avvocato Francesco Pesce, visto che lavora con l’avvocato storico di Scientology Daria Pesce e per cui non è difficile giungere a questa conclusione. Creando con modalità subdole delle bugie le più disparate, visto che ti trovi a che fare con degli algoritmi i quali non vanno poi ad investigarne l’attendibilità della segnalazione. E poi questo avv. Francesco Pesce, è specializzato in diritto dell’informatica come lui stesso afferma. quindi è facile comprendere il tutto: lo dico sempre io, le bugie hanno le gambe corte! SEMPRE!

Comunque sembrerebbe che questo avvocato Francesco Pesce non sia neppure tanto bravo visto che ha condotto personalmente e fatto perdere la causa che Scientology ha fatto ai due temerari giornalisti investigativi Andrea Sceresini e Giuseppe Borello.

Ma andiamo al dunque, propongo un video in cui mio marito Claudio mostra parte dell’applicazione di questo Fair Game su di noi.

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Renata Fruscella Lugli